mercoledì 8 febbraio 2017

Tra i castelli del Ducato di Parma e Piacenza, un tuffo nel medioevo

Nella vicina Emilia Romagna, dove la pianura si incontra con gli appennini, scopriamo in luoghi inaspettati e meno turistici una sorprendente rete di rocche, fortezze e manieri: i castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Da sempre affascinati da questo tipo di atmosfere, ci siamo tuffati in una breve vacanza in quella zone e abbiamo visitato alcuni borghi e castelli del Ducato, rimanendo davvero entusiasti.
Il nostro itinerario: Vigoleno - Castello di Scipione - Pieve di san Nicomede - Castell'Arquato - Grazzano Visconti - Fontanellato - Reggia di Colorno


E' maggio ma niente moto, stavolta ci spostiamo in auto e la nostra prima tappa è il bellissimo borgo di Vigoleno. Un castello medioevale intatto in tutte le sue parti, che dal suo rilievo domina le colline circostanti, spettacolare cornice di un quadro perfetto.

Castello di Vigoleno
Appena arrivati ci accoglie la scenografica vista del bastione fortificato e le sue eleganti mura merlate. Attraversato l'ingresso ci ritroviamo in una piazzetta del borgo, dove il tempo sembra si sia fermato e la nostra fantasia viene catapultata nel Medioevo. Iniziamo ad esplorare il castello in ogni suo angolo e rimaniamo davvero a bocca aperta. Dalla piazzetta accediamo alla visita del mastio e del piano nobile, unica parte a pagamento; finita la visita siamo ancora bramosi di scoprire questo borgo. Ci incamminiamo per sue viuzze caratteristiche, arriviamo alla chiesa, guardiamo le abitazioni, scopriamo le botteghe con i prodotti tipici e ci soffermiamo sulla cinta muraria che offre una vista panoramica fantastica sulle colline. Finito il nostro giro quasi ci dispiace venir via e sostiamo ancora all'esterno ad ammirare questo meraviglioso borgo.

Borgo Scipione Castello

La nostra seconda tappa è il Castello di Scipione dei marchesi Pallavicino, uno dei più antichi di questa regione; un piccolo e suggestivo borgo medioevale situato sulle bellissime colline al confine tra Parma e Piacenza, immerso nel verde e avvolto dal silenzio. Alcune aree del castello non sono del tutto visitabili perchè è ancora abitato dai proprietari, e la visita interna è abbastanza breve; ma la cosa che ci colpisce di più, oltre a questo caratteristico borghetto, è la scoperta casuale del vicino complesso  della Pieve di San Nicomede. Ce ne accorgiamo per caso dalla strada che stiamo percorrendo venendo via dal Castello di Scipione, la provinciale 92. Sulla nostra sinistra scorgiamo questa antica chiesa che si erge isolata in mezzo alla pianura circostante e che ci incuriosice subito... Ci avviciniamo, parcheggiamo, scendiamo di macchina e la costruzione è avvolta da un silenzio assoluto, non c'è anima viva...

Pieve di San Nicomede
Il portone è aperto e noi entriamo affascinati in quest'atmosfera surreale. La chiesa al suo interno non è grande; composta da un'unica navata, decorata a strisce orizzontali bianche e grigie, ha un aspetto semplice. La sopresa sta dietro una piccola volta che conduce in un cunicolo comunicante con l'antichissima cripta sottostante! Veramente suggestiva!! Nel piccolo ambiente della cripta è presente un pozzo, costruito in marmo nel IX secolo per contenere una sorgente di acqua considerata miracolosa già dai tempi pagani. All'epoca il pozzo era visitato da molti pellegrini che percorrevano la vicina via fracingena, ritenendo che quelle acque erano capaci di curare la cefalea e andavano li con un mattone in testa che poi abbandonavano sul luogo dopo aver bevuto l'acqua "miracolosa"... ed è proprio con quei mattoni che furono costruiti gli archi delle tre navate della cripta, sostenuti da antiche colonne di marmo, dove il simbolo della croce di malta è un pò ovunque. La chiesa fu quindi edificata successivamente sopra la fonte che era ritenuta da sempre sacra e guaritrice. Affascinati da tutto ciò, un pò storditi dalla stanchezza e dalla magia del luogo ci ri-incamminiamo sul nostro percorso, pronti ad affrontare la prossima storia che questa terra ci offre. Così il giorno dopo ci rechiamo a Castell'Arquato. Meraviglia per gli occhi.. arrivando vediamo subito le sue torri imponenti dominare sul paesaggio.
Rocca Viscontea di Castell'Arquato
Arroccato lungo una collina sulle prime alture della Val d'Arda, nel paese è intatta l' atmosfera medievale; il suo centro storico è di rara bellezza e ha molte cose da vedere tra cui la rocca, la collegiata, il torrione.. un gioiello medioevale che ci fa catapultare di nuovo indietro nel tempo con la fantasia. Anche se il paese è abitato e vivo e la presenza di qualche auto ci riporta fugacemente alla realtà dei nostri tempi, si respira davvero storia e arte; è fantastico farsi trasportare da pensieri a metà tra il fantasy e il medioevale osservando le costruzioni tipiche e perfettamente mantenute mentre ci perdiamo tra le sue viuzze.... veramente un gioiello la cui visita non può mancare a chi è appassionato di castelli, medioevo o al fantasy. Cerchiamo di scoprire il borgo in ogni suo angolo, e in alcuni momenti ci sentiamo addirittura all'interno del film "Lady Hawk" che ha avuto proprio Castell'Arquato come scenografia. Secondo noi è sicuramente uno dei borghi più belli e caratteristici d'Italia. Il giorno dopo proseguiamo per Grazzano Visconti, uno scenografico paesino curato in ogni particolare che ha una storia singolare. Il suo aspetto è perfetto in ogni dettaglio, forse anche troppo!

Grazzano Visconti
Infatti scopriamo che nonostante le sue sembianze tipicamente medioevali, questo borgo era solo una piccola frazione di cadenti case coloniche che circondavano un castello (unico edificio antico oltre alla chiesetta) che all'inizio del 1900 furono trasformate in un affascinante borgo medioevale dal conte Giuseppe Visconti. Il conte, consigliato da D'Annunzio e in collaborazione con l'architetto Alfredo Campanini, puntava a realizzare una degna cornice al suo castello, concependo un progetto che esaltava sia il villaggio che il maniero con elementi altamente decorativi e scenografici suggeriti dalla fantasia e dallo stile duecentesco. Le nuove case, l'avvio della scuola di arti e mestieri, l'apertura di laboratori e botteghe artigiane crearono anche i presupposti per un'attività turistica, che tutt'oggi attrae quasi trecentomila visitatori all'anno. E' bellissimo camminare tra le piazzette e le vie di Grazzano Visconti, mentre ammiriamo affreschi sulle mura delle abitazioni, cinte merlate, statue, sculture, fontanelle, balconi tipici, pozzi e un arredo urbano di insegne, lanterne, colonne e molto altro che ci da la perfetta illusione di essere tra antiche costruzioni in bilico tra fantasia e storia. Dopo una giornata immersi in questa atmosfera da fiaba e scorci suggestivi, lasciamo Grazzano Visconti per la prossima tappa, Fontanellato.

Fontanellato - Rocca di Sanvitale
Il centro storico di Fontanellato è dominato dalla Rocca di Sanvitale, un'imponente fortezza tutt'oggi ancora totalmente circondata da un ampio fossato difensivo pieno d'acqua perfettamente conservato. Si può accedere al maniero attraverso il ponte levatoio che da sul bel cortile interno. La visita guidata ci permette di accedere a parecchie stanze arredate del castello, che racchiudono numerosi affreschi e dipinti importanti, ma soprattutto ci permette di visitare l'unica camera ottica in funzione in Italia: nell' ambiente buio e circolare di un torrione, un sistema di specchi e un prisma posti in corrispondenza delle feritoie consentono di vedere nitidamente l'esterno a 180° senza essere visti. Geniale per l'epoca. Mentre lasciamo Fontanellato, ci soffermiamo a visitare il Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario, che impossibilmente resto inosservato grazie alla sua struttura in stile barocco, al cui interno sono convervate varie opere di pregio seicentesche. L'ultima nostra tappa è la Reggia di Colorno, un grande complesso di più di 400 sale e un grande parco misto tra giardino all'italiana e alla francese profondo oltre 4 chilometri. 

Reggia di Colorno
Nonostante l'imponenza e l'indubbia bellezza dell'edificio e dei giardini, rimaniamo un pò delusi dalla visita... la maggior parte delle stanze è inagibile e quelle visitabili sono un pò spoglie perchè la mobilia e gli arazzi sono quasi tutti in altre città. I bellissimi giardini hanno le fontane spente quindi niente giochi d'acqua per quella che abbiamo sentito rinominare sul posto "la piccola Versailles". Purtroppo la tortuosa storia di questa bellissima reggia non colpisce molto la nostra immaginazione, e si aggiunge all'unica nota negativa di questo viaggio che abbiamo prima evitato di menzionare: la zona archeologia di Veleia Romana. Ridefinita la "Piccola Pompei del Nord", cosa che ci ha incuriosito molto, invece si è rivelata per noi una delusione. Difficoltosa da trovare e apparentemente abbandonata a se stessa pensiamo che il suo attributo sia stato un pò esagerato, confronto all'immensità di Pompei che abbiamo già visitato.

In linea di massima questo piccolo tour tra i castelli di questa zona ci è piaciuto molto e ci dispiace un pò non aver potuto visitarli tutti, ma quelli da noi scoperti ci hanno comunque lasciato dentro ricordi e bellissime immagini di paesaggi e fantastici manieri.









In memoria di E. 












 


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